lunedì 28 novembre 2011

Maschere




Mille maschere danzano ogni giorno
attaccate a colletti inamidati.

Son maschere fatte di cartone,
con occhi dipinti, senza trasparenze,
occhi ritagliati da coltelli affilati,
capaci di ferirti e tirar fuori grida profonde,
e come in una tragedia da piccolo teatro di periferia,
recitano la mia vita e non mi piace.

Maschere scolorite, senz'anima, né sogni,
che stanno in scena coi muscoli contratti,
a mostrar sentimenti mai vissuti,
che non mi sono mai appartenuti.

Tu maschera da tigre furibonda, che minacci,
graffi, ringhi, puoi solo far paura a quella gatta,
che guarda il mondo con occhi trasognati e fa le fusa.
Chi sei tu, maschera da luna, che trascolori
surreale e pallida, appesa con la faccia da fantasma?
Maschera elegante vuoi far la regina? Ti ubriachi di potere
e poi ci credi, e l'ambizione ti corrode il viso.

Non voglio più, non voglio.
Voglio ferirvi, uccidervi.
Voglio trovare la mia vera faccia.
Scaverò tra le macerie dell'anima,
scaverò con le mie stesse mani.

Forse è nascosta nel labirinto dei pensieri,
tra le parole che inventano le idee.

La fatica mi ferma il fiato in gola, ma non trovo il mio volto,
forse non c'é mai stato.
E le maschere fanno uno sberleffo,
ridono in coro e fanno un grande chiasso.

Son persa dentro un dedalo profondo,
ragni domestici filano, di cenere un gomitolo d'Arianna,
ma non c'è il capo e non si può tenere,
si strappa tra le mani e poi scompare.

Folle di rabbia, corro senza meta, e intanto manca il fiato,
non resisto, e vado avanti, avanti per trovare,
la via d'uscita che forse non c'è.

Come in una commedia da teatro,
m'appare sullo sfondo un grande specchio,
tra le mani, impigliato, un filo di speranza,
forse è l'ultimo atto della scena,
guardo con occhi spalancati, per vedere meglio,
con un sussulto non trovo nessuno
e la paura mi fa solo il verso.
poesia di Sandra Mirabella

sabato 12 novembre 2011

Soldato


Una domanda assordante strappa il cielo
e ricade giù in mille piccoli frammenti,
ricade sopra fiori mai cresciuti,
su pietre antiche e terra avvelenata.
Cade sulla tua anima di bimbo
che guarda il cielo con occhi dilatati
dalla nera follia della paura,
che come acido, ti dilania il cuore.


Non sai perché t’han messo quel fucile,
che pesa più di un regno sulle spalle,
e t’hanno detto: ”Quello è tuo fratello!”
ma tu lo sai, non è fratello chi regala morte,
non vuoi il coraggio di schiacciare un fiore.


E la risposta invade la tua mente,
e come fresca acqua allaga il cuore.


“Non servo la pazzia di quei potenti,
non voglio viver dentro un temporale.
Voglio tingermi la pelle dei colori del cielo
e dei tramonti e sentire la carezza del sole sul mio viso".
E la musica lontana diventò sempre più forte…
“Acchiapperò la criniera del vento,
voglio volare sempre più lontano,
verso terre felici che non so,
da chi disegna i grandi arcobaleni,
da chi di notte accende stelle in cielo.


E il sorriso di Dio mi guiderà”

Poesia di Sandra Mirabella